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SANTUARIO DELLA MADONNA DI CUSTONACI

 
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Santuario

Sorge in una posizione strategica rispetto al paese ed al territorio circostante, dominando la baia di Cornino, infatti il magnifico sagrato acciottolato - a guisa di motivi geometrici e floreali - si presenta come uno straordinario belvedere. Custonaci diventa comune nel 1948, essendo fino a quella data compreso nel territorio ericino. Il nucleo primigenio del paese si sviluppa attorno alla chiesa di Maria SS.ma, e la custodia in essa del prezioso dipinto trecentesco raffigurante la Madonna - probabilmente attribuibile alla scuola fiamminga del XIV secolo - testimonia l'esistenza della fabbrica già nel '300. Il suo fiorire è dovuto verosimilmente all'importante funzione assunta nei secoli dalla processione in onore dell'effigie della Madonna, emblema secolare della lotta religiosa mirante ad eliminare ogni traccia dei riti pagani che si celebravano nel themenos del tempio di Venere. E' del 1563 l'accordo fra i giurati ericini ed il sacerdote Don Francesco Fimia per l'avvio dei lavori di ingrandimento della chiesa esistente e per la fabbrica di altri edifici fortificati a difesa dai Turchi. Nel 1627 viene costruito il "Cappellone", mentre nei primi anni del '700 vengono aggiunte la scala marmorea del campanile e  la balaustra di accesso al Cappellone, oggi rimossa. Ulteriori ristrutturazioni vengono eseguite nel 1728. Nel 1742 viene disegnata la pavimentazione, e si costruisce il campanile. E' dei primi anni dell'ottocento la realizzazione della volta della sacrestia, quando si impiantano anche i pilastri di marmo libico, si costruisce l'altare e si collocano le quattro colonne di granito provenienti dal tempio della Venere Ericina. Francesco Marino, scultore trapanese, nel 1846 restaura la facciata dell'altare maggiore. Nel 1870 si provvede all'ampliamento della chiesa su disposizione del Monsignore Giuseppe Rizzo, fino ad arrivare al 1900, anno in cui si inaugura la nuova chiesa. L'ultimo restauro è della fine del XX secolo.

Lo stile neogotico della chiesa non lascia immaginare le origini bizantine della chiesetta primigenia dalla quale si è sviluppata una così ampia struttura edilizia religiosa. È preceduta da una monumentale scala e dal sagrato pavimentato a selciato con caratteristici ciottoli di  pietra, di grande effetto decorativo. Il prospetto principale si presenta con linee semplici e sobrie, a parte il portale a sesto acuto ed il pregevole rosone. L’interno della chiesa con impianto a croce latina è in stile neogotico; nell’abside si trova una grande tribuna marmorea ornata con statue in marmo e legno, il più fastoso arredo plastico-architettonico del trapanese. Al centro è posta la tavola raffigurante la “Madonna lactans” (XV secolo). Tante sono le leggende sono legate al culto della Madonna, e famosi i “trasporti” del dipinto su monte San Giuliano, dal 1568 fino al 1936, anche per invocare la pioggia in tempi di siccità.

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