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PALAZZO DELLA VICARIA

 
Palazzo Vicaria

L’impianto planimetrico a corte interna ricorda una realizzazione tardo cinquecentesca ed una probabile utilizzazione dell’edificio quale convento.  Un legato istituito in favore dei Padri Agostiniani fin dal 1647 da Ottavio e Michela Bosco gravava sull’edificio; gli eredi tuttavia nel 1655 lo diedero in affitto: adibito a carcere, in seguito veniva venduto ai Padri Agostiniani. Nel 1820 si resero necessari lavori di riadattamento: sotto la direzione dell’architetto La Bruna venivano eseguite modifiche nella distribuzione dei locali e una probabile elevazione. Successivi interventi hanno contribuito ulteriormente ad alterare l’identità dell’edificio, che fino al 1965 continuava ad essere utilizzato come casa circondiariale. L’edificio a quattro elevazioni è a pianta pressoché trapezoidale, con una corte interna quadrangolare: sulla corte prospettano gli spazi interni distribuiti su ogni livello.

La struttura è caratterizzata da muratura portante in conci di pietra tufacea di notevole spessore. I prospetti sono scanditi da diverse finestre completate da grate in ferro. Mentre sulla facciata principale la pietra tufacea a vista scandisce il primo livello di elevazione, configurandosi come un basamento con profilo a scarpa. Quattro telamoni di grandi dimensioni sono posti nel secondo ordine ai lati della finestra centrale, in asse con il portone sottostante, accentuando così la rigorosa simmetria della facciata.

Numero tappa 3

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