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CHIESA E CONVENTO DI SAN FRANCESCO DI ASSISI

 
Chiesa e Convento di San Francesco d’Assisi

Sita in fondo all'omonima via, la chiesa ricade nel centro storico, in un quartiere di espansione settecentesca. I Frati Francescani arrivano a Trapani nel 1224, ma solo nel 1272 fondano il Convento dei Minori Francescani contiguo alla chiesa del Consolato Alessandrino, S. Maria Egiziaca, ad essi ceduta appena arrivati in città.Riedificata nel sec. XVI e ultimata nel 1672 dall’architetto messinese Bonaventura Certo, sull’area di una chiesa fondata nel 1272 dal francese Angelo da Rieti. Sita in fondo all'omonima via, la chiesa ricade nel centro storico, in un quartiere di espansione settecentesca. I Frati Francescani arrivano a Trapani nel 1224, ma solo nel 1272 fondano il Convento dei Minori Francescani contiguo alla chiesa del Consolato Alessandrino, S. Maria Egiziaca, ad essi ceduta appena arrivati in città.

Nel XVI secolo i Francescani, annettendo la primigenia Chiesa, edificano l'attuale fabbricato e ingrandiscono il convento, su iniziativa dei Padri Giuseppe Napoli senior e Giuseppe Napoli junior, e su disegno dell'architetto messinese P. Bonaventura Certo, anch'egli francescano, che progetta la pianta a croce latina e adotta l'ordine tuscanico per creare un complesso architettonico semplice.

La chiesa, sormontata da una bella cupola, è ad unica navata con quattro cappelle per lato (dette oratori).Il suo interno, al quale si accede tramite il pronao a due archi, mostra uno scenario monumentale e presenta numerose testimonianze dell'arte trapanese. Dentro le secentesche nicchie sono custodite le grandi statue in stucco di Cristoforo Milanti, stuccatore trapanese della scuola di G. Serpotta, raffiguranti i Pontefici Francescani e le virtù morali del Serafico. Nelle cappelle laterali si rilevano: la statua di Sant'Antonio da Padova dello scultore Pietro Orlando, il Crocifisso di Giuseppe Milanti, le tele raffiguranti la Madonna di Trapani e Santa Chiara, opera di Domenico La Bruna.Nel 1854 viene realizzato il coro ligneo sui tre lati del presbiterio, sacrificando la parte centrale alla collocazione dell'organo.

Numero tappa 4

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