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CASTELLO RAMPINZERI

 
  • Castello Rampinzeri
Castello Rampinzeri

 

Isolato su un’altura che domina il territorio circostante, il castello fu innalzato sulle rovine di una costruzione primigenia risalente al tempo della fondazione del paese.Il cosiddetto Castello di Rampinzeri è un antico baglio di origini seicentesce, trasformato nel corso dei secoli XVIII e XIX, fino ad assumere l’aspetto di castelletto neogotico. Sorge nell’omonimo feudo che fu proprietà dei Giardina Bellacera  e poi della famiglia De Stefani che ne mantiene tuttora la titolarità. Il nome Rampinzeri, mutazione consonantica di Rabinseri ha origini etimologiche arabe: la radice rahal indica casale, forse casale degli Angari, dal nome di una tribù africana che signoreggiava nella zona.

Si può collocare tra la fine del XVII secolo e l’inizio del XVIII; nel tardo Ottocento furono operati rimaneggiamenti in stile neogotico. La sua funzione non è stata di carattere difensivo: non esiste una cinta muraria continua, ed i merli altro non sono che un elemento decorativo. La sua posizione dunque legittima un immediato controllo dei fondi attorno a quello che più che un castello si può considerare un baglio, fattispecie che nell’architettura rurale rappresenta un elemento di raccordo tra la villa urbana e la villa rustica. L’impianto ha forma prevalentemente quadrata, con due cortili all’interno: nel cortile maggiore si trova una grande cisterna per la raccolta dell’acqua piovana, i resti di abitazioni di servizio per le masserie ed una chiesetta diroccata. Quasi tutti i fabbricati hanno copertura a capanna con travi in legno e manto in tegole. I vani interni presentano decorazioni semplici ed alcune volte a botte, mentre la facciata principale mostra sia a coronamento del portone d’ingresso, che dell’apertura che si affaccia su un terrazzino al primo piano, elementi lapidei di stile neogotico di notevole importanza. Il casamento è provvisto di due cortili, uno minore interno ed uno maggiore esterno nel quale si trova anche una chiesetta neogotica. Il 17 agosto 1937 ha accolto re Vittorio Emanuele III , il figlio Umberto, Amedeo D’Aosta  e Mussolini.

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